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L’associazione teatrale Le ombre torna a dilettarci con un nuovo gustoso scorcio di cultura popolare previsto per sabato 30 novembre presso il Teatro Snaporaz di Cattolica.
L’appuntamento è uno di quelli che gli amanti delle commedie dialettali e delle tradizioni locali non possono mancare, un tributo ad una leggenda pesarese che ha segnato profondamente il teatro e l’immaginario di queste terre: Odoardo Giansanti, in arte Pasqualon.

Personaggio originale e folcloristico, seppe trasformare le amarezze e le avversità della vita in brillanti commedie popolari, che riuscirono a incarnare in maniera esemplare l’anima e lo spirito dei pesaresi.
Rimasto orfano di madre all’età di 10 anni, raggiunse da solo la capitale per essere infine rifiutato dalla nuova famiglia del padre.
Trascorse il resto della vita disperato, quasi cieco ed in solitudine, costretto a vivere di elemosina, perché, a dispetto di tutto, le sue commedie riuscirono ad incantare e a far sorridere i passanti per le piazze e le vie di Pesaro divenendo un patrimonio irrinunciabile del paesaggio culturale pesarese.

“Cegh, Zop, Matt, a so tutt me – Pasqualon, il cantore popolare”, diretta dal pesarese Agostino Vincenzi è una rappresentazione teatrale che mostra un Pasqualon più realistico e caratterizzato, in un vernacolare che non disdegna momenti lirici e stralci biografici e talvolta alternato ad un italiano padroneggiato con la stessa disinvoltura.
E’ una grande opera corale dove gli 11 attori esprimono altrettanti aspetti della sfaccettata personalità di Pasqualon, con momenti simbolici di grande pregnanza, come la morte della madre, l’umanità sofferta dei malati psichiatrici,  i piccoli aneddoti di storia contemporanea, e poi l’irruzione delle grandi innovazioni tecnologiche e dell’attualità, come l’arrivo del treno alla stazione di Pesaro e il tema dell’emigrazione in America.