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Un’ampia panoramica con un sguardo lanciato sul passato lungo i sentieri della memoria, ma anche l’attualità di una Italia in crisi vista con gli occhi di un italiano medio, con tutti i pregi e i vizi che sono in primis i suoi, qualche confessione personale e gli aneddoti raccolti dalla vita di tutti i giorni con la vena ironica e dissacrante di sempre ed un pizzico di poesia, il rapporto con le donne, gli amici e il ruolo dei mezzi di comunicazione…
Insomma un grande affresco di vita estratta dal cuore del belpaese quello tratteggiato da Giacobazzi, romagnolo doc di Alfonsine, in “Un po’ di me. Genesi di un comico”, suo ultimo spettacolo, che lunedì 27 febbraio presenterà ai cattolichini presso il Teatro della Regina.

Uno sguardo vivace e mobile, una mimica singolare ed espressiva, l’inconfondibile e caratteristico accento romagnolo, una gestualità marcata da showman incallito e abiti di scena un po’ antiquati, questi alcuni dei tratti di uno dei comici più apprezzati ed esilaranti della scena italiana.

Classe 1963, Andrea Sasdelli, in arte Giuseppe Giacobazzi, autodefinitosi “poeta vinificatore”, in onore di quel contadino romagnolo semianalfabeta con pretese artistiche che fu il suo primo personaggio, esordì nel 1985 come conduttore radiofonico.
Nel 1992 Duilio Pizzocchi lo introduce sul palcoscenico di alcune emittenti televisive locali, il successo riscontrato convince Pizzocchi a portarlo davanti alle cineprese del Costipanzo Show.
Passa poi a Tisana Bum Bum e nel 2005 approda a Zelig Off.
Finalmente nel 2006 diventa una presenza assidua nella prima serata di Zelig Circus fino al 2012.
Si cimenta poi nell’impresa di Apocalypse per ripresentarsi infine, all’apice del successo, con la sua ultima fatica, un monologo che sta riscuotendo enorme successo in tutti i teatri italiani.

Vi aspettiamo numerosi in Piazza della Repubblica, in quello che si preannuncia un grande successo, l’ennesimo pieno di una carriera che continua a macinare trionfi.