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Se il teatro è espressione ed emozione, allora di primo acchito risulta incomprensibile il successo internazionale di pubblico e critica riscosso dalla commedia diretta da Michel Vogel ed interpretata dalla Familie Flöz, compagnia tedesca di calibro internazionale, composta da attori provenienti da ben dieci nazioni diverse ed uscita dalla scuola di recitazione di Folkwang-Hochschule, conosciuta ed amata in tutta Europa.

Familie Flöz ha scelto una formula espressiva assolutamente sui generis e “antelinguistica”, rinunciando alla mimica facciale, sostituita dalla fissità di maschere straordinarie, sproporzionate, grottesche e caricaturali, nate dall’estro creativo di Hajo Schüler, strumenti essenziali nell’economia dello sviluppo del personaggio, un gioco in cui paradossalmente l’immobilità straniante della maschera, bloccata in posture esagerate e innaturali, non riesce a nascondere la personalità pervasiva e diffusa dei tipi umani.
Nessuna concessione nemmeno alla parola, rigorosamente lasciata fuori dal palco, rinunciando ad una narrazione essenziale del teatro “stabile” con le sue regole tradizionali.

La ricerca teatrale svolta con minuzia maniacale, sviscera ed esplora tutte le possibilità e potenzialità di un linguaggio paralinguistico, dove primo ed insostituibile strumento di comunicazione è il corpo umano e la sua gestualità. Gli attori riescono ad esprimere attraverso un corpo padroneggiato con abilità e semplicità disarmanti, tutto un ventaglio di emozioni, sfumature psicologiche e impercettibili flessioni emotive, trasmettendo vita e movimento alle stesse maschere, che sembrano di volta in volta accigliarsi, sorridere e incupirsi, svelando tutto l’universo umano che si cela sotto le forme clownesche di smorfie monoespressive.

Dunque pantomima e fisicità, insieme ad un uso sapiente delle musiche e dei suoni, diventano ingredienti fondamentali di “Hotel Paradiso”, un giallo noir venato di umorismo, sentimenti oscuri e colpi di scena.
Tanti soggetti umani, una ventina circa, interpretati da un pugno di attori, che in rapidissimi cambi di maschera e costume, costruiscono una singolare pièce, raccontandoci le vicende e le avventure di un luogo popolato da una umanità fortemente caratterizzata, che riesce con i suoi difetti, manie e ingenuità a suscitare la tenerezza e la simpatia dello spettatore, a divertirlo e commuoverlo fino alle lacrime.

Tutto questo per voi, martedì 4 marzo alle ore 21.15 al Teatro della Regina di Cattolica.