Entroterra romagnolo

Cattolica dispone di un entroterra meraviglioso, fatto apposta per abbinare l’offerta turistica mare e entroterra, insomma si tratta di un impegno sinergico per valorizzare al meglio il nostro territorio.
I dintorni di Cattolica sono un autentico tesoro da esplorare, con bellezze artistiche e naturali che entrano nel cuore delle persone.
Ecco i luoghi dell’entroterra romagnolo di maggior interesse.

Saludecio

Partiamo dal comune di Saludecio, che si incontra risalendo la valle del Conca, borgo medievale situato su un crinale, circondato dalle mura malatestiane, la dinastia che ha lasciato un impronta storica nella provincia di Rimini. Il centro storico di Saludecio è molto grazioso, attraverso la Porta Marina si entra nella piazza principale del paese dove si trova il municipio con il teatro comunale, l’olmo del beato Amato, e la chiesa parrocchiale di San Biagio, dalle importanti architetture settecentesche. A fianco del centro storico si trova un bellissimo parco pieno di alberi.
A Saludecio si trova anche il giardino dei profumi, che viene particolarmente valorizzato, in occasione della manifestazione “Salus Erbe”, manifestazione primaverile dedicata all’erboristerie e all’ambiente. Da non perdere infine il percorso tra i vicoli del centro storico alla scoperta di colorati e caratteristici murales dedicati alle invenzioni dell’ottocento. A questo secolo, infatti, è dedicata la manifestazione estiva dell’Ottocento festival, un appuntamento serale che rievoca con mostre, spettacoli, specialità culinarie tipiche, la vita e i costumi del XIX° secolo. Del territorio comunale fanno parte i Castelli di Meleto e Cerreto, due borghi tipici medievali.
Saludecio è raggiungibile con l’autostrada A14 da Bologna-Ancona, per chi proviene sia da nord che da sud sino a Cattolica. Dista dal casello autostradale circa 10 km.

Mondaino

Dopo Saludecio, troviamo Mondaino, si tratta di paesi della Valconca che sono a cavallo con le Marche, nella fattispecie con la provincia di Pesaro-Urbino. Essere un posto di frontiera fra le due regioni, ha determinato anche l’assetto urbanistico del paese. L’ubicazione geografica di Mondaino ha influito in modo decisivo sulla struttura urbanistica del paese, e di conseguenza sulla sua storia caratterizzata da differenti denominazioni fra il secolo XI° e il sec XVII°. Mondaino conta attualmente 1500 abitanti.
Il centro storico del paese, conserva l’aspetto cinquecentesco, quando la cinta muraria ancora oggi presente, fu rinnovata e ampliata.
La rocca malatestiana si staglia dal paese, visibile dal fondo valle con la sua imponenza. A Mondaino si tiene nel periodo estivo il Palio del Daino, una manifestazione che richiama turisti e visitatori che provengono anche dalla costa.

Montegridolfo

Montegridolfo, anch’esso al confine con le Marche, in epoca antica si venne trovare in una zona calda a causa delle lotte fra le signorie nemiche dei Malatesta e dei Montefeltro. Montegridolfo nell’antichità era un borgo murato, un “cassero”, cioè un recinto rettangolare con torre a porta, avente una funzione prevalentemente difensiva. Era abitato da artigiani e agricoltori facoltosi. Pandolfo Malatesta nel 1503 vendette il territorio alla Repubblica Veneta, che dopo 6 anni lo vendette allo stato Pontificio. Nel 1860 il plebiscito lo unì al regno di Sardegna. Il borgo di Montegridolfo è stato recentemente restaurato dalla stilista cattolichina Ferretti.

Gemmano

Gemmano si trova nella Valconca, vicino a Morciano. La leggenda per quanto riguarda il suo nome vuole che derivi da gemma in mano. Si narra che un soldato etrusco sia stato ucciso dai Romani perché portava un anello alla fidanzata. Le origini del suo nome provengono sicuramente dall’epoca romana. Il comune poi appartenne, come molti comuni della provincia di Rimini, alla dinastia dei Malatesta e quindi allo Stato Pontificio.
Nel territorio comunale di Gemmano si trovano le grotte di Onferno, che rappresentano un complesso carsico di notevole dimensione e valore la cui esplorazione scientifica completa, effettuata dalla speleologo Quartina, risale al 1816. Un fiume carsico sotterraneo ha scavato queste grotte di gesso, dando luogo a dei cunicoli, stanze, anfratti che si sviluppano nel sottosuolo per circa 750 metri complessivi. Al pubblico sono destinati circa 400 metri che restano aperti per le visite. Si tratta di un percorso spettacolare, con grandi stanze caratterizzate dalle rare conformazioni dei “mammelloni”, ampi corridoi segnati dal corso d’acqua sotterraneo e da una della più numerose e varie colonie di pipistrelli che si trovi in Italia.

Gradara

Gradara si trova a due passi da Cattolica, fa parte dello stesso comprensorio, pur essendo nella provincia di Pesaro-Urbino. Si trova anch’essa al confine fra le provincie di Rimini e di Pesaro-Urbino, la sua roccaforte, il suo castello si erge su un colle a 142 m sul livello del mare, fra Marche e Romagna, in posizione strategica e dominante.
Dista 25 km da Rimini, 13 da Pesaro, e 3 km dalla strada statale Adriatica, dal bivio che si trova vicino a Cattolica.
Nel castello di Gradara si consumò la tragedia di Paolo Malatesta e Francesca Da Polenta, che furono uccisi dal marito di lei, Gianciotto Malatesta, nel lontano settembre 1289.

San Giovanni in Marignano

San Giovanni in Marignano è praticamente attaccata a Cattolica, è un importante centro della moda della provincia di Rimini, qui risiedono molte industrie conosciute in ambito nazionale e internazionale che si occupano di questo comparto.
San Giovanni in Marignano, grazie alla fertilità del suo territorio, era considerato il granaio dei Malatesta. Ancora oggi, all’interno del castello, si possono trovare numerose e capaci fosse ipogee, la cui presenza è documentata fin dal Quattrocento, disseminate lungo le strade principali, al riparo dalle mura e predisposte appositamente per la conservazione dei cerali, che testimoniano il ruolo di granaio che ha avuto il castello stesso.
Del resto anche le descrizioni che hanno fatto di San Giovanni, Singian in dialetto, viaggiatori e letterati che sono passati da queste parti, sono concordi a mettere in evidenza questa caratteristica di San Giovanni in Marignano.

Montefiore Conca

Montefiore è famosa per la sua rocca Malatestiana che si erge imponente stagliandosi verso il cielo ed è anche visibile a occhio nudo dalle pianure della Romagna e delle Marche.
Ai piedi della rocca sorge adagiato ai suoi piedi, il paese di Montefiore, uno dei più belli e importanti paesi della signoria dei Malatesta, un borgo che sta a guardia della Valconca, che si trova proprio sul confine con il ducato di Urbino.
Dall’alto delle sue mura, dalle piazzette e dalle finestre delle case si può vedere da un lato il mare, che non è molto distante, e dall’altro lato si può vedere una campagna coperta di ulivi e castagni, querce e piccoli boschi che invitano a camminare per vecchie strade e sentieri.
Tutte queste cose messe assieme, unite all’atmosfera tranquilla che si respira, unita anche alla vivacità delle sue feste, e degli spettacoli, alla qualità dei suoi locali, dove si mangia e si beve ottimamente, fanno di Montefiore Conca un luogo difficile da dimenticare. Montefiore Conca è stata segnalata, da riviste specializzate, come “Bell’Italia” come uno dei borghi più belli d’Italia.

Morciano di Romagna

Morciano rappresenta il centro più importante, il cuore pulsante della Valconca. E’ la capitale commerciale della Valconca, si tratta di un paese moderno che vede la sua struttura e la sua storia di paese vocato al commercio, dal grande sviluppo che ebbe a partire dal secolo scorso. Il destino di Morciano non spunta dal nulla, arriva da lontano, da quando molti secoli fa nacque una delle più grandi fiere stagionali della Romagna, da quando in sostanza i suoi mercati divennero il punto di riferimento per il mondo agricolo e artigianale del vasto territorio che comprende tutta la Valle. Dista una decina di km da Cattolica. Tra i grandi appuntamenti degli eventi in programma a Morciano, c’è da segnalare la fiera di San Gregorio, che coinvolge l’intero paese e può ritenersi una delle fiere più importanti dell’Emilia Romagna. La Fiera coincide con l’equinozio di primavera, che cade il giorno 21 di marzo.